Un metodo di Antonio Moll

Oltre l’esercizio facciale.

I nuovi pilastri del viso.

CHE COS’È ATLAS FACE SCULPT? Atlas Face Sculpt è una tecnica creata da Antonio Moll per agire sull’architettura profonda che sostiene il viso. Un’ingegneria delle forze applicata con le mani: vettori, leve e carichi diretti con l’angolazione esatta, nel punto esatto. Venti minuti al giorno, senza smorfie né ripetizioni.

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Inizia il 20 novembre
Corso online · Da 98 €

Antonio Moll, creatore di ATLAS Face Sculpt
Antonio MollATLAS / Face Sculpt
20 minutidi pratica al giorno
100% onlineal tuo ritmo, dall’app
Un anno di accessodalla data di inizio
Nessuna esperienza richiestail corso parte da zero

01 · PERCHÉ ATLAS È DIVERSO

Il viso non si muove. La forza sì.

Atlas rompe con la logica su cui si fonda tutto ciò che conosciamo dello yoga del viso e degli esercizi facciali. Qui non ci sono smorfie, ripetizioni o alternanza tra contrazione e rilassamento: la tensione viene mantenuta in una posizione fissa e diretta con precisione verso punti di ancoraggio strategici. L’obiettivo non è più far lavorare maggiormente il muscolo, ma trasmettere il carico alle strutture che sostengono il viso. Un muscolo attivo migliora il tono del viso. Un sostegno saldo ne cambia la posizione.

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I risultati di queste tecniche sono reali e meritano di essere riconosciuti con precisione. La contrazione ripetuta contrasta l’atrofia, restituisce volume al muscolo e ne ripristina il tono. Il lavoro manuale favorisce la circolazione e il drenaggio, migliorando così la consistenza e l’aspetto della pelle. Un viso allenato in questo modo migliora in maniera apprezzabile, e questo merito non è in discussione.

Il sostegno, però, non dipende dal volume del muscolo. Dipende dai suoi punti di inserzione sull’osso e dai legamenti che attraversano lo spessore dei tessuti fino a raggiungere i piani superficiali. Si tratta di tessuto connettivo: non si contrae per un comando volontario e non risponde al movimento ripetuto, ma a stimoli meccanici di altra natura.

Ecco perché i risultati raggiungevano sempre un limite. Un muscolo più sviluppato equivale a un cavo di sezione maggiore; ma quando è l’ancoraggio del cavo ad aver perso stabilità, aumentarne lo spessore rafforza il sistema senza agire sul punto da cui ha origine il cedimento. Il lavoro veniva applicato, correttamente, a tutto ciò che circonda le fondamenta. Atlas rivolge l’attenzione alle fondamenta stesse.

Questo spiega una situazione frequente: visi allenati per anni, con muscoli tonici e pelle in buono stato, che continuano a mostrare i cambiamenti associati alla discesa dei tessuti. Non è una questione di costanza, ma del tessuto su cui si è concentrato lo stimolo.

Gli ancoraggi che sostengono il viso

02 · DOVE AGISCE ATLAS

Un viso si regge su colonne.

Atlas crea posizioni e resistenze precise che permettono di concentrare il carico su punti chiave dell’architettura profonda del viso. Sono strutture di sostegno che le tecniche conosciute non affrontano in modo specifico e che condizionano il modo in cui i tessuti mantengono la loro posizione contro la gravità. E una colonna non si massaggia né si allunga: si sottopone a un carico.

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In un edificio, gli elementi che lo mantengono in piedi non sono quelli visibili. Si può rinnovare completamente il rivestimento e arredare di nuovo le stanze senza che queste operazioni modifichino il comportamento della struttura. Per intervenire sulla sua stabilità bisogna lavorare su ciò che la sostiene.

E una colonna non si massaggia né si allunga. Si sottopone a un carico: una tensione salda, mantenuta e allineata con il suo asse. È questo lo stimolo che una struttura di sostegno riconosce, ed è qui che inizia il lavoro di Atlas.

Da qui deriva il nome. Atlas indica colui che sostiene, e in un viso questo sostegno risiede nelle strutture meno visibili: i punti di ancoraggio e i tessuti che organizzano e mantengono l’architettura facciale.

03 · COSA CAMBIA ALLO SPECCHIO

Non cambia il sorriso. Cambia il viso a riposo.

Uno zigomo più alto, il solco accanto al naso meno marcato, l’angolo della bocca meglio posizionato, l’ovale più definito. Ma il vero obiettivo di Atlas va oltre qualsiasi espressione: è il viso quando non lo si sostiene volontariamente. Quello di fine giornata, quello che si ha quando nessuno guarda.

Antonio Moll di profilo. I riferimenti indicano lo zigomo, il solco accanto al naso, l’angolo della bocca e la linea mandibolare.
Antonio MollPunti di riferimento del viso
  1. Zigomo

    Altezza e proiezione.

  2. Solco

    Dal lato del naso all’angolo della bocca.

  3. Angolo della bocca

    La sua posizione a riposo.

  4. Ovale

    Definizione della linea mandibolare.

I risultati possono variare in base alle caratteristiche individuali di ogni persona.

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Lo zigomo può recuperare altezza e proiezione quando migliora il comportamento delle strutture che contribuiscono a sostenere i tessuti del terzo medio del viso.

Il solco che va dal naso all’angolo della bocca non è soltanto un’alterazione superficiale. La sua profondità è legata, tra gli altri fattori, alla posizione e alla distribuzione dei tessuti del terzo medio del viso. Quando cambia questa relazione strutturale, può cambiare anche l’aspetto del solco.

La posizione dell’angolo della bocca a riposo può modificarsi. È uno dei tratti che più spesso contribuiscono a far apparire il viso stanco, severo o invecchiato.

L’ovale può recuperare definizione e la linea mandibolare può distinguersi maggiormente dal collo quando migliora la disposizione dei tessuti che poggiano su quella zona.

Al di sopra di tutti questi aspetti c’è uno degli obiettivi centrali di Atlas: intervenire sul viso a riposo. Non soltanto sull’espressione provata davanti allo specchio, ma sul viso del tardo pomeriggio, quello della fotografia scattata senza preavviso, quello che rimane per la maggior parte della giornata.

04 · COME FUNZIONA

Quando il movimento si ferma, la forza cambia destinazione.

Se il muscolo si muove, la forza si disperde nel movimento stesso. Se rimane immobile e in tensione, quella stessa forza viene trasmessa alle strutture che sostengono il viso. Il viso smette di muoversi per iniziare a sostenersi.

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Quando un muscolo si contrae e il tessuto si sposta, la forza generata viene utilizzata per produrre quel movimento. Quando lo spostamento viene bloccato e la contrazione mantenuta, la tensione viene trasmessa ai punti di inserzione e alle strutture che ricevono il carico.

È una questione di fisica prima che di estetica e spiega perché ripetere un movimento non equivalga a caricare una struttura di sostegno. Il tessuto connettivo non ha capacità contrattile, ma risponde agli stimoli meccanici: l’intensità del carico, la sua direzione e il tempo per cui viene mantenuto determinano questa risposta.

Neppure il carico statico, da solo, è sufficiente. Senza una direzione precisa, lo stimolo si disperde. L’angolo di applicazione, il punto di appoggio e il tempo di mantenimento costituiscono la logica di Atlas e lo distinguono dall’esercizio facciale basato sul movimento.

Non si cerca soltanto volume o espressività. Si cerca sostegno: lavorare sugli elementi che contribuiscono alla capacità del viso di mantenere la propria posizione.

01

Angolo

La direzione in cui si esercita la tensione.

02

Ancoraggio

Il punto preciso su cui si appoggia.

03

Tempo

La durata per cui viene mantenuta la tensione.

05 / COME È NATO ATLAS

Ventidue anni da lasciarsi alle spalle.

Antonio Moll davanti allo specchio, in bianco e nero
Antonio Moll · Autore di NeoRejuvenation

Atlas non nasce per migliorare ciò che c’era prima. Nasce quando ciò che c’era prima non basta più.

Dopo oltre vent’anni con le mani sul proprio viso, Antonio Moll conosce bene il punto in cui tutto si ferma. Lo yoga del viso e l’esercizio facciale danno risultati, sì, ma c’è qualcosa nella discesa della struttura che non cede, per quanto si perfezioni la tecnica. Ed è lì, a quel limite, che smette di affinare ciò che ha imparato e comincia a chiedersi cosa sostenga davvero un viso e cosa ci sia oltre ciò che già si conosce.

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Antonio Moll è l’autore di NeoRejuvenation. La sua carriera si è sempre fondata sullo stesso principio: mettere in discussione ciò che è consolidato, cercando l’origine e le cause profonde che spiegano un determinato risultato. Con Atlas ha applicato questo stesso principio al proprio metodo e, invece di limitarsi a sviluppare nuovi esercizi, è tornato all’origine: all’anatomia del viso e alle forze che agiscono sulle sue strutture.

Negli ultimi mesi ha studiato il viso piano per piano, dai muscoli e dalle fasce ai legamenti, alle inserzioni e ai punti di ancoraggio. Ma l’anatomia, da sola, non è bastata. Ha analizzato anche la fisica di una struttura costantemente sottoposta alla gravità: le leve che si generano, la direzione dei vettori, la distribuzione dei carichi e i punti su cui finisce per ricadere la tensione.

A questa analisi ha integrato la biologia di ogni tessuto. Un muscolo, una fascia, un legamento o una struttura ossea non hanno la stessa funzione né rispondono allo stesso tipo di stimolo. Questa differenza è stata fondamentale per capire quale tipo di lavoro potesse avere senso su ciascuno.

La domanda ha così smesso di essere quale esercizio eseguire. La ricerca si è rivolta a qualcosa di più essenziale: cosa sostiene realmente il viso, in quale direzione lavora ogni struttura, come si trasmettono le forze tra l’una e l’altra, dove si concentra il carico e quale stimolo riconosce ogni tessuto.

Da questa ricerca nasce Atlas: un approccio che smette di considerare il viso soltanto attraverso il movimento muscolare e lo affronta come una struttura in cui intervengono tessuti, ancoraggi, vettori e carichi. Non si tratta semplicemente di aggiungere nuovi esercizi, ma di cambiare il punto di partenza da cui si comprende e si affronta l’invecchiamento del viso.

06 / LA PRATICA

Venti minuti al giorno.

Senza apparecchi, senza cosmetici, senza interventi esterni e senza prodotti da acquistare.

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07 / PREZZO E DATA

Inizia il
20 novembre.

Gruppo fondatore · Iscrizioni aperte

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150 posti · Gruppo fondatore

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450 posti in totale. Il prezzo aumenta man mano che i posti vengono occupati, non in base a una scadenza.

Corso onlineAccesso all’appUn anno di accesso dalla data di inizioNessuna conoscenza preliminare richiesta

Leggi le condizioni di rimborso prima di iscriverti.

Hai una domanda? support@neorejuvenation.com

08 / DOMANDE FREQUENTI

Prima di iniziare.

Cosa riceverò iscrivendomi?

Avrai un anno di accesso all’app Atlas Face Sculpt, con il metodo spiegato passo dopo passo da Antonio Moll e tutti gli esercizi organizzati per impararli, ripassarli e praticarli in qualsiasi momento, da qualsiasi dispositivo connesso a internet, al tuo ritmo.

È per uomini o per donne?

Per entrambi. La struttura del viso e i meccanismi coinvolti nella sua discesa sono gli stessi negli uomini e nelle donne, e il metodo agisce su di essi allo stesso modo. La routine di Atlas è identica in entrambi i casi.

In cosa si differenzia dagli altri corsi di Antonio Moll?

Atlas Face Sculpt non è un aggiornamento né un’evoluzione di ciò che Antonio Moll ha insegnato in precedenza. Non si basa nemmeno sui principi su cui si sono fondati finora lo yoga del viso e gli esercizi facciali. È un metodo nuovo, con una logica propria. Non amplia un metodo precedente: inaugura un altro modo di comprendere e lavorare sul viso.

Devo aver seguito i corsi precedenti?

Non è richiesta alcuna conoscenza preliminare. Atlas parte da zero e ogni movimento viene spiegato in dettaglio fin dal primo giorno. Chi ha già praticato esercizi facciali riconoscerà prima alcune sensazioni e si adatterà alla routine più facilmente, ma non è un requisito per iniziare.

È online? Come si segue?

Sì, il corso è interamente online e si segue da dove preferisci, al tuo ritmo. Riceverai l’accesso all’app, da cui potrai seguire il corso e praticare gli esercizi su qualsiasi dispositivo connesso a internet.

Quanto costa?

Il prezzo dipende dal momento in cui decidi di iscriverti e premia chi sceglie con anticipo e convinzione. I primi 150 posti costano 98 €, i successivi 150 costano 120 € e gli ultimi 150 costano 160 €. Il prezzo aumenta man mano che i posti vengono occupati, non in base a una scadenza: chi decide prima accede alle condizioni migliori.

Fino a quando posso iscrivermi?

Il gruppo fondatore è limitato a 450 posti. Le iscrizioni si chiudono non appena i posti si esauriscono.

Per quanto tempo avrò accesso?

La licenza di accesso rimane attiva per un anno dalla data di inizio.

Sono previsti rimborsi?

Trattandosi di una prima edizione fondatrice con posti riservati, non sono previsti rimborsi. Qualsiasi dubbio prima dell’iscrizione può essere inviato per iscritto e riceverà risposta prima della decisione, tenendo presente che i posti sono soltanto 450 e che la disponibilità dipende dal ritmo con cui vengono occupati.

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